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Il santuario, la cui origine risale al IX - VIII secolo a.C., è una delle tante testimonianze del culto delle acque in Sardegna. L’area archeologica, una delle poche nell’isola a trovarsi all’interno del paese, è costituita da quattro pozzi votivi. Tra questi spicca il pozzo sacro di Sant’Anastasia, scavato agli inizi del ‘900 e situato al centro del complesso nuragico. Esso risale al 1200 a.C. circa, ed è costruito in basalto scuro e calcare bianco. All’interno del sito sorge anche la chiesa bizantina di sant’Anastasia, al cui interno ritroviamo uno dei pozzi nuragici sacri, un fonte battesimale del ‘500 ed un cristo ligneo del ‘600.