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Serramanna presentazione del libro “Gianfranco Dettori. Un uomo a cavallo” di Fulvio Tocco

Il libro “Gianfranco Dettori. Un uomo a cavallo” di Fulvio Tocco

Comune: Serramanna -
Data inizio: sabato 24 ottobre 2009
Data fine: sabato 24 ottobre 2009

Sabato 24 ottobre ore 18 presso l'aula Consiliare del Comune di Serramanna verrà presentato il libro "Gianfranco Dettori. Un uomo a cavallo" di Fulvio Tocco.
Intervengono: il sindaco Alessandro Marongiu, l’assessore Salvatore Cadau, Gianluigi Piano, Bebbo Ardu e l’editore Carlo Delfino. La lettura è affidata all’attore teatrale Mario Faticoni. Nel corso della presentazione il Sindaco Marongiu annuncerà la decisione della l’amministrazione comunale di Serramanna che riconoscere la cittadinanza onoraria a Gianfranco Dettori.


Dal primo di ottobre è in libreria il libro di Fulvio Tocco, “Gianfranco Dettori. Un uomo a cavallo”.
L’anteprima è stata presentata con successo, da Carlo Delfino editore, il 16 maggio alla Fiera del libro di Torino con gli interventi dell’autore, dell’editore, del personaggio Dettori, dei giornalisti della stampa
specializzata nazionale, e degli esperti di cultura identitaria Diego Satta e Giorgio Murru.
Il libro, scritto con un cuore tutto sardo, presenta la storia vera di Gianfranco Dettori, ma è, soprattutto, un romanzo liberamente ispirato. “Questo libro è un omaggio ad un uomo che ha rappresentato la Sardegna
nel mondo in uno degli sport più popolari ed identitari dell’isola. Egli divenne, per una fortunata circostanza della vita, un eroe leggendario delle corse al galoppo. Per il talento dimostrato e per la facilità di conquistare il palo bianco della vittoria è stato, dai suoi tifosi più vicini, soprannominato il mostro.
Quest’uomo è Gianfranco Dettori”. La sopraccitata descrizione è messa in bella mostra nell’ultima di copertina per ridare vita alle gesta del grande campione che ha lascito l’attività agonistica nell’anno 1992.
Nella sua lunga carriera sportiva, durata ben 32 anni, ha infiammato cronache e pubblico. Il suo debutto ufficiale è avvenuto alle Capanelle nel 1960.
Alla fine della carriera le vittorie di Gianfranco, sono risultate 3.798 su un totale di 13.128 corse. Nel 1982 chiude l’anno con 229 vittorie, nessun fantino lo aveva mai fatto prima di lui. Per tredici anni è stato il capolista indiscusso dei fantini italiani.
Soltanto Enrico Camici, il fantino del gigantesco Ribot, ha vinto più di lui. L’estate la trascorre in Sardegna nel comune di Sant’Anna Arresi, dove la sua casa si trasforma in una sorta di asilo a cinque stelle per ospitare i figli di Lanfranco, suo figlio, più tanti altri bambini inglesi, e l’inverno invece nella parte meridionale del Marocco, nell’accogliente città di Agadir.
La sua presenza nell’isola lo ha fatto passare inosservato alle nuove generazioni, fino a questi ultimi anni, quando le gesta sportive dal figlio Lanfranco hanno rinverdito il ricordo della sua gloria. “Ho conosciuto
Gianfranco, dice Fulvio Tocco, in modo semplice, quasi naturale direi, come possono conoscersi due uomini che hanno una simile passione, e che a partire da questa, scoprono di avere in comune molte altre
cose: l’amore per la propria terra, per l’identità del proprio popolo e, sopratutto una comune visione della vita e dell’etica che deve animarla, sia che si scelga di essere uno sportivo, sia che si faccia una qualsiasi
altra cosa”. Questa è la storia autentica del loro incontro raccontata in un libro, di facile lettura, che restituisce il senso e l’atmosfera dell’ippica italiana degli anni settanta e ottanta e della quale un sardo, nato a Serramanna, era un protagonista vero.
(Fonte La Gazzetta del Medio Campidano del 25 ottobre 2009 articolo di Barbara Pilloni)