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lunedì 1 febbraio 2010 - COMUNICATO STAMPA
Guspini 30 gennaio 2010, un sabato da non dimenticare
L’UOMO DI MONTEVECCHIO di Paolo Fadda e UN MINATORE ALLA CORTE DEI SAMURAI di Elio Dessì sono i libri che sono stati presentati a Guspini, alla presenza di un gran pubblico tra la mattina e la sera di sabato 30 gennaio 2010.
Due libri nell’arco di dodici ore sono entrati a far parte del patrimonio collettivo sardo di conoscenze. Sabato 30 gennaio, la mattina a Montevecchio con Paolo Fadda e il pomeriggio con Elio Dessì nella sala del Consiglio comunale di Guspini, ho avuto l’onore di seguire due eventi di grande interesse culturale. La vita pubblica e privata di Giovanni Antonio Sanna il più importante industriale minerario dell’Ottocento. Di questo personaggio si parla più a Guspini che a Sassari dove nacque il 29 Agosto del 1819 da una famiglia di tradizioni forensi. Dotato di una grande perspicacia, si legò d’amicizia con diversi patrioti che nel decennio 1850-1860 avevano trovato rifugio in Sardegna. Questi suoi amici erano il Serpieri, segretario della Costituente romana, il Galletti ex –ministro di Pio IX, il Finali, il Conte Beltrami e altri ancora. Ebbe familiarità con Garibaldi e con Mazzini, che aiutò più volte con generose sottoscrizioni. Tramite l’Asproni e il Brusco Onnis, entrò in relazione con i più autorevoli rappresentati della sinistra risorgimentale. Deputato per il collegio di Isili e poi di Grosseto, partecipò attivamente alla vita politica italiana. Le fortune di Sanna furono legate alla fiducia concessagli dal sacerdote Pischedda, nativo di Tempio ma residente a Guasila e poi a Guspini. Il reverendo fin dal 1842 aveva cercato di riattivare la miniera di Montevecchio, coltivata nel 1700 dal Mandel, ma poi abbandonata. All’impresa si associò anche Giovanni Antonio Sanna, svolgendo la parte del consulente tecnico. Nel 1844, il reverendo Pischedda riuscì a costituire a Marsiglia una società, nella quale otre ai francesi avevano preso parte anche gli armatori Canepa e Assareto. L’esiguità del capitale sottoscritto, spinse il governo sabaudo a rifiutare la concessione. Intervenne allora il Sanna che, ottenuta dal Pischedda una procura speciale, avviò trattative con alcuni liguri azionisti della “Società dell’Unione”. Non si sa con quale artifizio, alla fine il Sanna estromise dall’affare i due soci, che per l’ingenuità commessa non riuscirono ad avere soddisfazione neanche in tribunale. Lo scaltro sassarese girò infatti a suo nome la concessione perpetua del filone di Montevecchio. La Società per la coltivazione delle miniere di Montevecchio venne costituita a Genova il 16 giugno 1847. Questa storia è stata scritta per Carlo Delfino Editore da Paolo Fadda, che il professor Gianfranco Tore, storico dell’Ateneo cagliaritano, ha presentato con una competenza soprafina ed è stato ascoltato in un profondo silenzio da un pubblico dalle grandi occasioni. Un po’ di amaro in bocca è rimasto ai guspinesi e arburesi presenti, quando l’autore ha commentato le lotte sindacali come un fatto marginale nella storia di G.A. Sanna, non considerando che Guspini e Arbus hanno rappresentato l’Università del movimento sindacale sardo di fine ottocento e dei primi 70 anni del novecento. Francesco Marras e Mondo Angius, che avevano già preso la parola, hanno abbozzato signorilmente un sorriso senza riaprire la questione. Ma la giornata non era ancora terminata. Infatti, per una curiosa coincidenza della vita si è completata nell’aula consiliare del Municipio di Guspini, trasformata per l’occasione in un vero teatro di recitazione, dove un eclettico personaggio locale Elio Dessì, ha presentato un suo romanzo, senza trascurare nessun particolare scenico organizzativo: “UN MINATORE ALLA CORTE DEI SAMURAI”. Non sono mancati costumi medievali e cavallereschi, la bella musica e personaggi importanti: emigrati, attori, pittori scrittori, giornalisti, registi, politici e cantati. Tre ore intense di recite, testimonianze e letture, intervallate da lunghi applausi, magistralmente regolate da Evaristo Pusceddu, che ha scandito i tempi da navigato presentatore. Ha iniziato Lycia Santos do Castilla, candidata al premio Nobel per la letteratura, a far tremare i polsi con l’intensità della sua voce suadente e perforante. Come il romanzo di Elio che man mano che si scorre, prende la sua forza, anche il palcoscenico della serata prendeva la stessa impronta. Per Elio è stato il giorno del riscatto verso coloro che non gli hanno riservato la giusta collocazione nella città natale. E quel giorno invece è avvenuto proprio nella sede ufficiale del Comune dove il suo sindaco Francesco Marras, gli ha riservato parole che ogni uomo di buon senso ama sentire dal suo primo cittadino: “l’esperienza vissuta da Elio è ricca di dignità, orgoglio, tenacia e determinazione”. “Elio incarna la simbiosi profonda tra uomo-cavallo- armi” ha scritto di lui la presidente dell’Ente Nazionale Armi Marziali a Cavallo Takamura Yoshiro. Commozione e lacrime invadevano per tre ore di fila il viso di Elio, da rimanere increduli di fronte allo spadaccino che ha girato il mondo e soggiornato a lungo in Giappone, diventando ben presto un protagonista a livello mondiale nell’arte della scherma. Ma si sa i riconoscimenti ricevuti in casa inteneriscono e anche i più forti ne vengono contagiati. Prima di regalare ai presenti un omaggio musicale della soprano Yumi Tanaka, ha fatto il suo “discorso della vita” che in un colpo solo ha esortato prima i suoi concittadini a lasciare in disparte denigrazioni e maldicenze per valorizzare le intelligenze guspinesi che meritano rispetto e attenzione in quanto possono tornare utili per la crescita socio-culturale della cittadina. Poi, parlando da minatore, cosa che non è avvenuta la mattina a Montevecchio, ha voluto ricordare i lavoratori che hanno creduto nella miniera più dei padroni versando sudore e sangue. Alla cerimonia non ha potuto assicurare la presenza l’assessore della cultura Rossella Pinna, in quanto contemporaneamente si svolgeva a Samassi il secondo concorso “borse di studio per pianoforte” intitolato a Stanislao Silesu (noto anche come Lao Silesu, un compositore samassese che a 10 anni eseguì il suo primo concerto, a 13 cominciò a comporre serenate e canzoni, a 15 compose una commedia musicale. Ma anche di mattina l’assessore Pinna era presente a Ussaramanna dove è stato inaugurato il l’originale laboratorio, voluto dal sindaco Giovanna Carletti, denominato “Giochi di scienza in Marmilla”: Chimica, Tradizione e Natura. Anche la sera prima, ho avuto il piacere di andare a Turri, da “Su Messaiu”, il luogo in cui Mauro Montis, un Consigliere provinciale del Medio Campidano, presentava ad un pubblico di giovani “Contusu - in punta di piedi attraverso la mia terra”.
Questa è la prova della vitalità culturale dei cittadini e delle associazioni del Medio Campidano che a fianco delle istituzioni stanno portando la provincia verde ad essere una provincia colta. Questo era l’obbiettivo e l’abbiamo raggiunto.
(Consulta la versione in Lingua Sarda)
Cultura de su Campidanu de Mesu in su mundu
lunis su primu de Friàrgiu de su 2010 – COMUNIGAU DE IMPRENTA
Gùspini su 30 de gennàrgiu de su 2010, unu sàbudu de no scaresci
L’UOMO DI MONTEVECCHIO de Paolo Fadda e UN MINATORE ALLA CORTE DEI SAMURAI de Elio Dessì funt is lìburus chi ddus ant presentaus in Gùspini, ananti de genti meda intra su mangianu e su merii de sàbudu su 30 de gennàrgiu de su 2010.
Duus lìburus in doxi oras funt intraus a fai parti de su patrimòniu de connoscèntzias de totu is sardus. Sàbudu su 30 de gennàrgiu, su mangianu in Montevecchio cun paolo Fadda e su merii cun Elio Dessì in s’aposentu de su Consillu comunali de Gùspini, apu tentu s’onori de sighiri duus atòbius de importu culturali mannu. Sa vida pùblica e privada de Giovanni Antonio Sanna s’industriali mineràriu prus de importu de s’Otuxentu. De custa personi si-ndi chistionat de prus in Gùspini chi in Tàtari aundi est nàscia su 29 de Austu de su 1819 de una famìllia de connotu forensi. Fiat scidu meda e fiat bessiu amigu de patriotus medas chi in is annus 1850-1860 ant agatau arrecòveru in Sardìnnia. Custus amigus suus fiant su Serpieri, segretàriu de sa Costituenti romana, su Galletti ex ministru de Pio IX, su Finali, Beltrami su Conti e àterus puru. Connosciat a Garibaldi e a Mazzini, ca ddus at agiudaus unas cantu bortas cun sutascritzionis medas. Gràtzias a Asproni e Brusco Onnis, at connotu is prus arrapresentantis de importu de sa manca risorgimentali. Deputau po su collègiu de Isili e apustis de Grosseto, at pigau parti a sa polìtica italiana. Sa fortuna de Sanna fiat acapiada a sa fidùtzia chi Pischedda s’arretori ddi iat donau, nàsciu in Tempio ma chi bivit in Guasila e apustis in Gùspini. S’arretori finsas de su 1842 at circau de torrai a fai aberri sa mina de Montevecchio, aberta in su 1700 de su Mandel, ma chi apustis dda ant lassada. A custa cosa si fiat assotziau finsas Giovanni Antonio Sanna, faendi consulèntzia tènnica. In su 1844, Pischedda s’arretori est arrennèsciu a pesai una sotziedadi in Marsìllia, ca in prus de is frantzesus ant pigau parti finsas Canepa e Assareto is armadoris. Su pagu dinai de s’inghitzu, at cumbintu su guvernu sabaudu a scrocorigai su cuntzedimentu. Insaras est interbènniu Sanna chi, otènnia de Pischedda sa procura spetziali, at cumentzau a si ponni de acòrdiu cun d-unus cantu atzionistas de sa “Società dell’Unione” de sa Lìguria. No si scit comenti at fatu ma a s’acabu Sanna nci at bogau is duus sòtzius de s’afàriu, chi po s’innocèntzia fata no fiant arrennèscius a tenni arraxoni mancu in tribunali. Su tataresu scidu at postu a nòmini suu su cuntzedimentu po sèmpiri de su filoni de Montevecchio. Sa Sotziedadi po sa mina de Montevecchio dda ant stantargiada in Genova su 16 de mesi de Làmpadas de su 1847. Custa stòria dda at stèrria po Carlo Delfino Editore de Paolo Fadda, chi Gianfranco Tore su professori, stòricu de s’Universidadi de Casteddu, at presentau cun d-una cumpetèntzia stravanada e ddu at ascurtau totu sa genti totu citia. Unu dispraxeri, po is guspinesus e is arburesus chi ddoi fiant, candu s’autori at cunsiderau is batallas sindicalis che a cosas de pagu contu in sa vida de G.A. Sanna, candu invècias Gùspini e Arbus ant arrapresentau s’universidadi de su movimentui sindicali sardu de s’acabu de s’Otuxentu e de is primus setanta annus de su sèculu XX. Francesco Marras e Mondo Angius, chi iant giai pigau su fueddu, ant lassau a perdi sa chistioni. Ma sa dii no fiat spaciada ancora. Difatis, po una cosa stramba de sa vida est acabada in s’aposentu de su Comunu de Gùspini, mudada po sa dii in d-unu tiatru de recitatzioni, aundi una personi eclètica de sa bidda che a Elio Dessì, at presentau un’arromanzu suu, chena de lassai a perdi nimancu unu particolari scènicu organisadori: “UN MINATORE ALLA CORTE DEI SAMURAI”. No funt amancaus bistimentas mesuevalis e de is cuadderis, sa mùsica stravanada e personis de importu: disterraus, atoris, pintoris, scridoris, giorronalistus, registas, polìticus e cantantis: Tres oras de rècitas, testimonias e ligiduras, cun batidus de manus, ghiadas de manera stravanada de Evaristo Pusceddu, chi at arregulau is tempus che a presentadori spertu. At cumentzau Lycia Santos do Castilla, candidada po su prèmiu Nobel po sa literadura, a fai tremi is burtzus cun s’intensidadi de sa boxi chi cumbincit e intrat.
Che a su romanzu de Elio, chi a pagu a pagu chi sighit, pigat sa fortza sua, puru su palcoscènicu de sa dii pigada sa matessi arrastu. Po Elio fiat una dii aundi torrai a essi cunsiderau de parti de cuddus chi no ddu iant donau importu in sa tzitadi cosa sua. E cudda dii invècias fiat pròpiu in sa domu ofitziali de su comunu, aundi Francesco Marras su Sìndigu, ddi at didicau fueddus chi dònnia òmini de sentidu bonu stimat intendi de su primu tzitadinu suu: “l’esperienza vissuta da Elio è ricca di dignità, orgoglio, tenacia e determinazione”. “Elio incarna la simbiosi profonda tra uomo-cavallo- armi” at scritu de issu Takamura Yoshiro sa presidenti de su Ente Nazionale Armi Marziali a Cavallo. Elio, cumòviu a làmbrigas po tres oras de sighida, cosa de no crei ananti de su spadacinu chi at girau totu su mundu e at bìviu meda in Giaponi, bessendi allestru luegus unu protagonista famau in s’arti de sa scherma. Ma si scit ca is arreconnoscimentus arricius in domu comovint is prus tostaus puru. Innantis de donai a sa genti un’arregalu musicali de Yumi Tanaka sa soprana, at fatu su “discorso della vita” chi in d-una borta sceti at insullau innantis is tzitadinus suus a lassai a una parti is crastuliminis e is boxis malas po avalorai is sàbius gùspinesus chi merescint arrespetu e cunsideru, ca podint torrai utilosus po s’adelantamentu sòtziu-culturali de sa tzitadi. Apustis, chistionendi che a minadori, cosa chi no est sutzèdia a mangianu in Montevecchio, at bòfiu arregordai is traballadoris chi ant crètiu in sa mina prus de is meris cun suori e sanguni. A sa tzirimònia no at pòtziu assegurai sa presèntzia cosa sua Rossella Pinna s’assessora, ca in s’interis fiat in Samassi po su segundu cuncursu “borse di studio per pianoforte” didicau a Stanisalo Silesu (connotu puru che a Lao Silesu, unu cumponidori samassesu chi a 10 annus at fatu su primu cuntzertu, a 13 at cumentzau a cumponni serenadas e cantzonis, a 15 at cumpostu una cumèdia musicali). Ma a mangianu puru Pinna s’assessora fiat presenti a Soramanna aundi ant abertu su primu laboradòrgiu sintzillu, bòfiu de Giovanna Carletti sa Sìndiga, nomenau “Giochi di scienza in Marmilla”: Chimica, Tradizione e Natura., “Anche la sera prima, ho avuto il piacere di andare a Turri, da “Su Messaiu”, il luogo in cui Mauro Montis, un Consigliere provinciale del Medio Campidano, presentava ad un pubblico di giovani “Contusu - in punta di piedi attraverso la mia terra”.
Custu amostat sa vidalidadi culturali de is tzitadinus e de is assòtzius de su Campidanu de Mesu, ca acanta de is istitutzionis funt fendi lompi sa provìntzia birdi a essi una provìntzia scìpia. Custa fiat sa tenta e nosu ddoi seus lòmpius.