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5^ Sagra del Grano e dei prodotti della pastificazione

grano

Comune: Villamar -
Data inizio: sabato 16 ottobre 2010
Data fine: domenica 17 ottobre 2010

Marmilla antico granaio di Roma. Ma anche divenuto oggetto dei desideri dei commercianti di Maiorca per il suo grano duro. Loro si insediarono sette secoli fa in particolare a Villamar. E proprio il paese dei murales sabato 16 e domenica 17 ottobre 2010, dedica una nuova edizione della sua sagra annuale al grano, assieme a sa matzocca , l'antico bastone dei pastori. Uno sguardo rivolto al passato ma soprattutto al futuro. La coltura del grano negli ultimi decenni si è drasticamente ridotta anche nelle campagne di Villamar. Ma esiste un progetto per rilanciarla, iniziativa che sarà al centro della manifestazione organizzata dalla Pro Loco, col sostegno di Comune, Provincia, Pubblica Associazione Volontari, banda musicale, associazione "Su Crasi", il coro San Giovanni Battista, Avis, consulta giovanile, gruppo folk "Traccas e sonus", parrocchia, le donne dell'Unicef e gli artisti villamaresi.
Della proposta della filiera e del mercato unico regionale dei cereali si parlerà già venerdì alle 17 in un convegno ad Ussana. Sarà poi il tema principale del convegno in programma sabato alle 9,30 nell'aula consiliare di Villamar.
Previsti gli interventi di Efisio Rosso della cooperativa Madonna d'Itria di Andrea Brundu, di alcune aziende molitrici e di Giovanni Pietro Secchi, vicepresidente nazionale della Federazione Italiana Panificatori e Gianfranco Porta, presidente dei Panificatori della Provincia di Cagliari. Sabato alle 17,30 la consegna delle Pigotte dell'Unicef, alle 18 il coro in chiesa, alle 19,15 rinfresco ed alle 21,30 il gruppo "A Ballare". Domenica alle 9,30 convegno sulla multifunzionalità in agricoltura, alle 12 la banda musicale, alle 15 mestieri tradizionali ed alle 16,30 sfilata con le maschere "Urthos e Buttudos" di Fonni ed il gruppo folk locale.
(Fonte: L'Unione Sarda del 12 Ottobre 2010 articolo di Antonio Pintori)

Programma della Sagra del Grano 2010
Sabato 16 Ottobre
ore 9,30 (Sala Consiliare) Saluto dell’Amministrazione
Convegno: “Filiera e mercato unico regionale dei cereali”
Relatori: Fulvio Tocco, Pres. Prov. Medio Campidano; Dr. Efisio Rosso, Coop. Madonna d’Itria; Dr. Andrea Brundu, Molino F.lli Brundu – Macomer, Antonio Secci, Molino Secci - Senorbì; Dr. Giovanni Pietro Secchi, (Vice-Pres.Nazionale Federazione Italiana Panificatori Artigiani (FIPA); Gianfranco Porta, Pres. Ass. Panificatori Prov. CA.
ore 15,00 Apertura mostre e stand.
ore 15,00 Raduno Ciclopedalata (Parco Giochi).
ore 15,30 Partenza della Ciclopedalata organizzata dalla P.A.V.
ore 17,30 Consegna delle “Pigotte” ai bambini nati nel 2009 (Casa Maiorchina).
ore 18,00 Esibizione del coro polifonico “San Giovanni Battista” di Villamar (Chiesa S.Pietro).
ore 19,15 Rinfresco nel piazzale del Comune.
ore 21,30 Serata etnica con il gruppo “A Ballare”.
Domenica 17 Ottobre.
ore 9,30 (Sala Consiliare) Saluto dell’Amministrazione
Convegno: “Multifunzionalità, diversificazione del rischio e prospettive di reddito per i produttori”
Relatori: Fulvio Tocco, Pres. Prov. Medio Campidano, Dr. Efisio Rosso, Coop. Madonna d’Itria:
“Apertura lavori e presentazione nuova annata agraria”;
Enric Martin Melìa, El Solc Semillas SL di Almacelles:
“Proposta contrattuale annata agraria 2010-11 per la moltiplicazione Veccia da Seme”;
P.A. Antonello Collu, MKA srl:
“Aspetti Agronomici Coltivazione Veccia da Seme”;
Dr. Efisio Rosso: “Le interconnessioni tra la filiera ovi caprina e la filiera cerealicola”;
Dr. Andrea Griggio, Silfab Spa:“Filiera energie rinnovabili: il Foltovoltaico.
ore 9,30 Apertura mostre e stand.
ore 12,00 Esibizione itinerante della banda musicale “Giacomo Puccini” di Villamar”.
ore 13,00 Degustazione Piazzale del Comune.
ore 15,00 Dimostrazioni pratiche dei mestieri tradizionale a cura dell’Associazione “Su Crasi”.
ore 16,30 Sfilata per le vie del centro storico di maschere tradizionali con il gruppo etnico “Urthos e Buttudos” di Fonni e il gruppo folk “Traccas e Sonus” di Villamar


Villamar e la storia del grano
I primi insediamenti urbani nel territorio del paese risalgono agli inizi del 3° millennio a.C. come testimonia la presenza di numerose lame di ossidiana. Maggiormente abitato fu senz’altro in periodo nuragico. Da scavi
effettuati pare che il territorio sia costellato da ben 12 siti nuragici. Il nucleo storico dell’abitato si trova tra due fiumi, il Rio Mannu ed il Riu Cani, che hanno contribuito per secoli a rendere le terre particolarmente ricche e fertili. Archeologi e storici hanno penetrato l’importanza che la coltura del frumento ha svolto per sospingere le prime società umane a forme di organizzazione più complesse. Il frumento ha costretto, in questi termini, l’uomo a organizzare la società civile. Infatti, è durante il periodo giudicale (medioevo), che Villamar attraversa un periodo di notevole splendore, il villaggio acquista importanza e prestigio. Posto all’estremo confine sudorientale del Giudicato di Arborea, di cui faceva parte, diventa capoluogo
della Curatoria di Marmilla, e avamposto militare. Al periodo giudicale risale infatti la costruzione della fortezza di Cuccuru Casteddu.
Nei secoli XIII e XIV, Mara, per la sua posizione strategica e per la sua ricca produzione cerealicola, si trovò direttamente coinvolta in alcuni conflitti, tanto da subirne pesanti conseguenze. Infatti, a seguito della sconfitta degli Arborensi nella battaglia di Sanluri del 1409, gli Aragonesi infeudarono il villaggio al mercante barcellonese Gerardo Dedoni. A seguito di diversi passaggi di proprietà, nel 1486, la villa di Mara passava nelle mani di Pietro Aymerich, primo signore di Mara, la cui famiglia ne mantenne il possesso fino al 1839, anno dell’abolizione del feudalesimo in Sardegna. Col passaggio agli Aymerich la storia moderna del villaggio sarà profondamente segnata dalle vicende umane e politiche di questa grande famiglia nobile d’origine catalana, che si porrà a capo della nobiltà sarda in funzione antispagnola. Personaggio di spicco della famiglia Aymerich fu Don Ignazio che si occupò dei gravi problemi economico sociali dell’Isola, esperto di agricoltura incentivò la produzione e la vendita del frumento. Importò in Sardegna, le trebbiatrici meccaniche, rivoluzionando completamente il faticoso lavoro di trebbiatura che coinvolgeva uomini ed animali.
Si batté con forza, per la costruzione delle ferrovie in Sardegna. Fu Consigliere comunale e provinciale di Cagliari e autore di diversi importanti trattati dedicati all’agricoltura e ai trasporti dell’Isola.
Prosperoso centro agricolo-cerealicolo, in età rinascimentale, il borgo maiorchino di Villamar, di recente inserito in un programma di valorizzazione culturale, testimonia il profondo legame fra le Isole Baleari e questo centro della Marmilla. Qui infatti si insediò, fra il XIV e il XV secolo, una colonia di commercianti
di grano provenienti dall’isola di Maiorca e inseriti nel traffico della “ruta de las islas” (rotte delle isole) del Mediterraneo. Villamar, ancora oggi, viene considerato un centro di Eccellente produzione di grano duro; Pane tradizionale di semola e di farine locali.


Sa Matzocca
Per i re viene chiamato scettro, per i vescovi pastorale, per i pastori sardi è indicato, forse in modo meno regale ma certamente con più efficacia, come sa matzocca. Uno strumento semplice per una funzione nobile, da sempre affiancato, fino a diventarne emblema di autorità, ruolo di capo o quello di guida. Segno distintivo del capotribù nuragico, come testimonia il bronzetto nuragico raffigurante il capo tribù del sec. VIII a.C. ritrovato a Monte Arcosu-Uta.
Non di meno svolge un ruolo da protagonista nel racconto biblico allorché Aronne, fratello di Mosé, stringe il suo bastone di guida del popolo ebraico per inviare le prime tre piaghe sull’Egitto e per lanciare la collera divina sul Faraone. Quei ramoscelli, presumibilmente di olivastro come quelli attuali, altri non erano che gli antesignani de sa matzocca da noi conosciuta. Sa Matzocca un bordone dirozzato utilizzato fin dall’antichità dal pastore per guidare le greggi e le mandrie, come arma di difesa, di offesa e di sostegno nell’andatura in terreni impervi.
Antico arnese ormai accantonato nella memoria della cultura pastorale ripreso attraverso l’originalità
della festa Etnica “Sa Matzocca”, un discorso sulla arcaicità e sulle origini della nostra isola.