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Rassegna “Raccontami un libro” - “Creature fantastiche in Sardegna” di Claudia Zedda

libro

Comune: Serramanna -
Data inizio: giovedì 8 marzo 2012
Data fine: giovedì 8 marzo 2012

Serata letteraria dedicata alle donne

La figura della donna all'interno della storia e delle tradizioni popolari sarde, è il contenuto del libro della scrittrice cagliaritana Claudia Zedda, e il tema della giornata letteraria che, giovedì prossimo, apre la rassegna "Raccontami un libro", promossa a Serramanna dalla Consulta Giovanile. Il ciclo letterario si apre quindi proprio l'8 marzo, giornata della donna, nella sala del Piccolo Teatro comunale, alle 18,30. Al centro il saggio di Claudia Zedda: "Creature fantastiche in Sardegna, pubblicato nel 2009 per La Riflessione Edizioni, opera prima dell'autrice che nel 2011 ha pubblicato, sempre con l'editrice La Riflessione, "Est Antogoriu" .
A fare da contorno alla presentazione (organizzata con la collaborazione dell'associazione Sine Nomine Theatrum) la proiezione del cortometraggio «Panas», curato dal regista Marco Antonio Pani, che rievoca la leggenda sarda delle anime delle donne morte di parto che, secondo una secolare tradizione orale erano solite manifestarsi la notte lungo i corsi d'acqua.
(Fonte: L'Unione Sarda del 6 marzoa articolo di ig.pil.)

Descrizione:

«Se non prendi sonno chiamo Mommotti! » E seppure tu non sapessi chi fosse questo Signor Mommotti, vuoi per il tono di tua madre, vuoi per quello sguardo che ha sempre fatto molto più della parola, dormivi. Ma tra l´intorpidimento e il sogno te lo domandavi, chi fosse l´illustre ignoto, ripromettendoti che avresti dato un volto a chi tormentava le tue prime notti insonni. E quando il tempo mi ha concesso tregua ho deciso di mettermi sulle tracce dell´oscuro mommotti, che oramai d´anni dovrebbe averne un bel pò. E cercando di lui, mi sono imbattuta in un mondo di fantastiche creature, partorito dalla genialità sarda. Un mondo che incanta e intimorisce, insegna e indica la strada seguita e da seguire. Ombre oggi che pur riescono a ricordarci chi siamo stati, e chi non avremmo dovuto smettere d´essere. E mentre avida inseguivo la risposta che dissetasse la mia curiosità, ho riposato con i giganti, ho ballato con le janas, ho bevuto dalle fonti sacre con Luxia, ho passeggiato per i vicoli dei paesi che ora sono città in compagnia dell´erkitu, ho osservato da lontano cosa significa essere panas, volato con le kogas e le sorelle surbiles, e mi sono lasciata intimorire dai danzatori infernali che abitano le chiesette di paese a notte fonda. L´ammuttadore mi ha svegliata a notte tarda e le creature ctonie mi hanno ospitato presso le loro dimore, mostrandomi quali tesori nascondano. Mi hanno insegnato che essere sardi significa essere imprigionati in una rocca, i cui muri sono d´acqua e sale, ma dai quali ditemi, chi desidera fuggire? Si tratta di un mondo che ha tanto da raccontare, e lo fa sottovoce. Sta a noi decidere se ascoltarlo. Io, ho prestato orecchio.
 (Fonte: http://www.antikitera.net)