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“Giornate Europee del Patrimonio 2011” inaugurazione della Biblioteca del Museo

locandina “Giornate Europee del Patrimonio 2011” inaugurazione della Biblioteca del Museo

Comune: Villanovaforru -
Data inizio: sabato 24 settembre 2011
Data fine: sabato 24 settembre 2011

In occasione delle “Giornate Europee del Patrimonio 2011”, promosse dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il 24 settembre 2011, alle ore 10.00 presso la sala conferenze del Museo Naturalistico del Territorio “G. Pusceddu”, verrà inaugurata la “Biblioteca del Museo”.
Il fondo librario che consta di 9067 volumi, tra i quali si annoverano anche volumi rari e di pregio, è appartenuto ai Padri Scolopi di Sanluri i quali l’hanno ceduto al Consorzio Turistico Sa Corona Arrubia con il vincolo della pubblica fruizione.
Il fondo librario, oltre l’importanza intrinseca dei volumi, riveste anche un valore socio culturale nonché storico e affettivo per tutto quanto la presenza dei Padri Scolopi ha rappresentato per l’intero territorio.
L’ubicazione di tale fondo presso il Museo del Territorio non è pertanto casuale, al contrario vuole rappresentare il primo passo per costruire un intervento articolato di tutela, conservazione e promozione nella convinzione che la collocazione strategica dei volumi nel contesto di un museo consortile darà nuovo impulso alla ricchezza culturale che la stessa collezione impersona facendo al contempo del Consorzio un attore consapevole di un progetto certo ambizioso ma irrinunciabile.
Data l’importanza dell’avvenimento prima dell’inaugurazione della biblioteca ci si soffermerà nella sala conferenze del museo per illustrare il fondo librario ma anche per discutere insieme sulle prospettive della gestione delle biblioteche museali e sulla prospettiva di inserirle all’interno dei circuiti bibliotecari esistenti.


“Giornate Europee del Patrimonio 2011” Convegno di inaugurazione della Biblioteca del Museo.


Erano anni difficili quelli a cavallo del 1950. Gli occhi dei sardi ancora non si erano abituati alla luce della democrazia, dell’autonomismo, dell’ottimismo per la rinascita, alla consapevolezza della forza della propria storia.
Ci si dibatteva tra miseria e arretratezza strutturale ed il cammino sembrava ancora più lungo delle lontananze dal continente e dal mondo nuovo che ricominciava a correre.
Anni difficili certo, ma anche occasione unica per dimostrare coraggio del presente e visione del futuro a partire dalla necessità di investire sulle comunità locali, sulla gente, sui giovani.
Una sfida da raccogliere e vincere con le armi della fede e della missione pastorale per i padri Scolopi che scelgono Sanluri per edificare un altro ponte verso il futuro, un altro efficace incubatore di sogni e speranza: una scuola.
Lo fanno bene da centinaia di anni, anche in Sardegna, perché sanno come si fa, sanno che studi proporre e come creare per i ragazzi un’occasione di formazione intellettuale, fisica e sentimentale che li segnerà per sempre rendendoli protagonisti della propria vita ed attenti compagni di quella degli altri.


Gli Scolopi sanno che gli studi hanno bisogno del sostegno delle saggezze scritte nei libri e che di quella carta si nutrono i sogni e le ambizioni ben aldilà della traduzione di greco o dell’esercizio di matematica.
Subito, era il 1952, il rettore Colli Vigorelli trapianta ben 4000 libri in quella che sarà per quasi cinquant’anni la Biblioteca dell’Istituto Calasanzio.
Subito i germogli fioriscono e l’Istituto cresce come la sua Biblioteca raccontando una storia, ancora oggi ben viva e produttiva seppure in altre forme organizzative, che toccherà ad altri ripercorrere ma che ora trova un punto fermo nelle sale e nei nuovi scaffali dove quei libri oggi sono esposti al Museo del Territorio del Consorzio Sa Corona Arrubia.
Se è vera, come è vera, la metafora che vuole la biblioteca come corpo vivente quella del Calasanzio di Sanluri è protagonista di una nuova nascita.
Uscita dalle cassette di cartone e dai magazzini ora ritrova il comune respiro col territorio che l’ha generata, lo stesso che sui suoi libri si è formato e che quei libri non poteva dimenticare.
La biblioteca è stata ricomposta con attenzione cercando di farne evidente il suo racconto, la sua identità culturale e la sua missione operativa di sostegno all’attività didattica.
Si è cercato di restituire una vitalità che sta’ non solo nei contenuti di questa o di quest’altra monografia ma nella visione che ne ha sostenuto la missione che è declinata tecnicamente nello sviluppo delle acquisizioni (tanti apporti preziosi per datazione e unicità valgono da soli l’intervento di tutela), nella cura catalografica, nell’impostazione del servizio al pubblico.
Non sarebbe stato sufficiente questo lavoro, aiutato istituzionalmente da chi è competente nella materia della tutela dei beni librari e documentari, per poter sostenere che la Biblioteca dell’Istituto Calasanzio di Sanluri è tornata a vivere.
Quella Biblioteca, così come la ricordano i tanti allievi, ha avuto vita quanto l’Istituto e sarebbe impossibile e scorretto ora riconnettere strade che si sono separate.
Oggi la vita dei più di novemila volumi della Biblioteca sta tutta nella nostra capacità di riconnetterli l’uno all’altro come se fossero lettere che vanno a formare parole che a loro volta articolano le frasi di un lungo racconto che è quello della nostra comunità, del suo divenire nel passato prossimo di questi ultimi cinquant’anni.
Una testimonianza unica e preziosa, un appoggio forte per riflessioni sul futuro, una fonte inesauribile d’ispirazione e coerenza col territorio che non poteva che concretizzarsi tra le mura e grazie all’azione del Museo che del territorio fa il suo palese destino.
Proprio il Museo è chiamato ad una nuova ed impegnativa responsabilità che appare premonitrice della nuova attenzione al “bene culturale” considerato nel suo significato tutto tondo di bene comune dove il museo, la biblioteca, l’archivio non sono che declinazioni tecniche dello stesso sentire, della stessa passione, della stessa funzione sociale.
Il Museo del Territorio con la riapertura della Biblioteca dell’Istituto Calasanzio di Sanluri, in sintonia con le altre istituzioni culturali del territorio, vuole ambiziosamente proporre, come fecero gli Scolopi in quegli anni difficili, una sfida nuova ed affascinante la cui posta in gioco è la consapevolezza del nostro territorio di essere una comunità capace di raccontarsi al mondo e da questo esserne riconosciuta.