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Monumenti Aperti a Villacidro

locandina Monumenti Aperti a Villacidro

Comune: Villacidro -
Data inizio: Saturday, June 11, 2011
Data fine: Sunday, June 12, 2011

Sabato 11 e domenica 12 giugno 2011, l 'amministrazione comunale di Villacidro si mobilita per Monumenti Aperti 2011.
Monumenti aperti interesserà diversi siti culturali del centro storico e alla sua realizzazione parteciperanno, come volontari e guide, gli alunni delle scuole locali che avranno il compito di spiegare al pubblico le caratteristiche e la storia dei monumenti interessati.

Monumenti visitabili a Villacidro:
Chiesa parrocchiale di Santa Barbara: 
La chiesa parrocchiale di S. Barbara si affaccia sulla piazza omonimae venne costruita, presumibilmente, nella prima metà del XVsecolo, contestualmente al ripopolamento ed alla riedificazionedell’abitato di Villacidro promossi dal feudatario Giovanni Civiller.
Sotto il profilo architettonico, si possono distinguere diverse fasi costruttive attraverso le quali il primitivo impianto di stile goticoaragonese, mononavato senza transetto e con copertura lignea, è evoluto attraverso forme tardo manieriste, assunte nel XVII secolo per adattare l’edificio ai precetti della Controriforma. Ulteriori rifacimenti sono databili al Settecento, in seguito al passaggio di Villacidro alla diocesi di Ales. La chiesa
presenta una pianta longitudinale con una navata centrale sulla quale si affacciano quattro cappelle per lato tra loro comunicanti, presbiterio leggermente rialzato e coro. I sistemi di copertura risalgono ad epoche differenti: la volta del presbiterio, cinquecentesca, è stellare con ogive e cinque gemme pendule, le cappelle presentano cupolini realizzati nel 1695 in sostituzione di originarie volte a crociera, la navata centrale è coperta da una grande volta a botte costruita nel ’700 in sostituzione delle originarie capriate lignee. Gli arredi marmorei delle cappelle laterali sono generalmente di stile neoclassico mentre l’altare maggiore, eseguito da Giovanni Battista Spazzi, è di gusto barocco. L’apparato pittorico dell’interno comprende una tavola lignea seicentesca ed affreschi di varia datazione. La semplice facciata, oggi caratterizzata da un coronamento curvilineo a ‘’cappello di carabiniere’‘, caratteristico di numerose chiese sarde del XVII-XVIII secolo, nel 1992 è stata abbellita da un portale bronzeo in sostituzione di quello ligneo.
Visite guidate a cura del Liceo classico-linguistico “E. Piga”

Farmamuseo:
Il di Villacidro, unico nel suo genere in Sardegna, ha avuto origine dalla passione del Dott. Ignazio Fanni per la scienza farmaceutica.
Egli, nel 1988, ereditò l’antica locale dal padre, dott. Nino Fanni che, a sua volta, aveva acquistato la licenza dalle eredi del dott. Mancosu, originario proprietario della Farmacia, aperta nel 1905. La visita del museo costituisce una rara occasione di conoscenza della storia e dell’evoluzione della Farmacia in Sardegna. Offre, poi, la possibilità di compiere un viaggio virtuale all’interno dell’antica villacidrese della quale è stato ricostruito scrupolosamente l’ambiente con il banchetto di vendita,gli scaffali di legno dotati di vetrine, le boccette ed i raffinati albarelli di ceramica oltre che un laboratorio per le preparazioni galeniche.
Ai preziosi arredi, risalenti all’antica , il dott. Fanni, nel tempo, haaggiunto una rara ed interessante collezione di utensili e di strumenti sanitari e farmaceutici di varia provenienza, appartenenti ad un arco cronologico compreso tra il 1600, secolo al quale risale un’antica bilancia, ed il 1900. Tra questi è possibile ammirare collezioni di antichi aerosol, di termometri, di bilance, di enteroclismi, di mortai, oltre che attrezzature utilizzate per la preparazione dei diversi medicinali, tre curiose farmacie da viaggio ed apparecchi elettromedicali.
Il Farmamuseo è, inoltre, arricchito da una minibiblioteca costituita da antiche pubblicazioni di Medicina e di Farmacia risalenti ad un’epoca compresa tra il 1500 ed il 1800, tra le quali emergono (Venezia, 1563) e il (Firenze 1567) e completata da una raccolta di farmacopee italiane e straniere, da antiche riviste di Medicina e di Farmacia e vecchi registri delle farmacie Mancosu e Fanni.
Visite guidate a cura del Liceo classico-linguistico “E.Piga”

Il Lavatoio:
Il Lavatoio, un significativo esempio “dell’architettura del ferro”, fa parte di un complesso di opere di pubblica utilità, comprendente il mattatoio, l’abbeveratoio, logge e guardiole, oggi non più visibili, in origine collocato ai margini dell’abitato, nei pressi del rio Fluminera. La sua edificazione, deliberata dall’Amministrazione comunale nel 1887, è ricordata anche in Paese d’ombre di G. Dessì. Con questo intervento, eccezionale per l’epoca, per il numero delle opere e per l’alto significato sociale, Villacidro mostra di essersi aggiornato alle trasformazioni urbanistiche che interessarono i principali centri italiani ed europei nella seconda metà dell’800. Il progetto venne elaborato dall’ingegnere Enrico Pani e il lavatoio fu inaugurato nel 1893. Gli elementi in ferro battuto vennero realizzati dalla fonderia fiorentina del Pignone. Il lavatoio presenta una struttura a “C rovesciata” con la concavità rivolta verso il prospetto principale all’interno della quale sono collocate, assecondando il profilo a C, le vasche di lavaggio di cemento ripartite in tre settori. Un muretto di mattoni e pietra da taglio costituisce il “recinto” del lavatoio e funge da zoccolo di imposta delle colonnine e dei pilastrini d’angolo di ghisa che sostengono la tettoia di copertura. Questa, realizzata con fogli di lamiera ondulata, presenta uno scheletro di ferro battuto con fregie decori di diversa forma, curvilinea, triangolare, e motivi floreali stilizzati, ispirati ai principi dell’allora imperante stile Liberty. La parte centrale del prospetto, in corrispondenza della concavità della C, è occupata da una fontana di pietra dotata di cinque cannelli per l’acqua, ed è ornato da sculture, copie in marmo composito di originali marmorei, di un leone e una leonessa e da due piccole sirene.
Visite guidate a cura del Liceo classico-linguistico “E. Piga”

Monte granatico - Museo Civico Archeologico
Villa Leni
Il Monte granatico venne istituito a Villacidro nel 1761, ma solo qualche decennio più tardi sarà acquistato il locale attuale, che verrà completamente rinnovato e adattato a magazzino di granaglie.
In anni recenti assume le fattezze attuali. Dal 2003, al piano superiore, è ospitato il Museo Civico Archeologico “Villa Leni” dove sono conservati numerosi reperti che testimoniano l’intensa frequentazione umana del territorio di Villacidro e dei comuni limitrofi in un arco di tempo molto vasto: dal Neolitico recente a quello fenicio-punico, fino al successivo romano e alto-medievale.
L’esposizione è corredata da una ricca serie di pannelli didattici, dalla carta del territorio e dalla tabella cronologica. Ampio spazio è dedicato ai reperti delle campagne del paese: particolarmente gli strumenti in pietra di Cottega, il corredo tombale d’età romano- imperiale dalla necropoli ad incinerazione di Ruinas, in cui spicca un bicchiere in vetro di accurata fattura.
I ritrovamenti archeologici nei Comuni vicini, quali Serramanna, San Gavino, Vallermosa, Mogoro, San Nicolò d’Arcidano, vanno dalle ceramiche decorate della cultura di Ozieri ai monili bronzei d’età tardo antica e bizantina. Molto interessante il ripostiglio bronzeo di lingotti di tipo ox-hide e lame votive rinvenuto a S’Acqua Cotta e l’olla nuragica con ollettina miniaturistica di significato votivo dal nuraghe di Su Sonadori entrambi a Villasor. Da Vallermosa proviene un modellino litico di nuraghe monotorre rinvenuto a Matzanni. Caratteristico è un piccolo bronzetto che raffigura le torri quadrilobate di un nuraghe, che è stato scelto come simbolo del museo.
Visite guidate a cura dell’Associazione Culturale EducanimArte e dell'Associazione Turistica Pro Loco.

Antico Mulino Cadoni
Museo del Romanzo
La storia del è legata in modo indissolubile alla vita sociale di tutta la comunità villacidrese essendo, fino a pochi decenni fa, il “mulino” più importante del paese, dove venivano prodotte le farine per il fabbisogno locale.
Il fabbricato, risalente con molta probabilità all’ultimo quarto del XIX secolo, è situato in centro storico e sorge a ridosso del . L’edificio rappresenta architettonicamente un imponente esempio di tipologia a “corte” sviluppato su tre livelli. Le grandi dimensioni del fabbricato si apprezzano maggiormente dall’interno dello stesso, è infatti percorrendo le ampie sale che risalta la notevole altezza di ogni singolo piano e che nell’ultimo supera i cinque metri. Lo stabile ha subito nel corso degli anni numerosi lavori di adeguamento e ristrutturazione ma solo l’ultimo intervento di restauro ha consentito di renderlo agibile. Dal settembre del 2009 ospita il che, attraverso l’uso della scenografia e di moderne tecniche di allestimento, propone al visitatore un viaggio nelle suggestioni evocate dalla rilettura delle opere dello scrittore Giuseppe Dessì e in particolar modo del romanzo , vincitore del nel 1972.
Lungo il percorso, personaggi, luoghi, oggetti, ambientazioni guidano il visitatore-lettore alla scoperta di un mondo letterario e umano ricco di profonde emozioni.
Visite guidate a cura della Scuola Media "Loru-Satta" e dell'Istituto Tecnico Agrario "Sante Cettolini".

Oratori del
Rosario e delle Anime
L’Oratorio del Rosario, dirimpetto alla chiesa parrocchiale di S. Barbara, per circa trecento anni è stato la sede dell’omonima confraternita istituita ai primi del Seicento e ancora oggi operante. L’edificio odierno conserva però ben poco dell’antica fabbrica, certo di minori dimensioni. La chiesetta è caratterizzata dal loggiato addossato alla facciata, ricostruito negli anni ’90 del secolo scorso per sostituire l’antico crollato nel 1960 a causa della neve. Il presbiterio è sovrastato da una cupola ottagonale risalente alla metà del XVIII sec. e realizzata su modello di quella della Cattedrale di Cagliari. Dal 1998 l’Oratorio ospita il museo della Parrocchia di S. Barbara. La raccolta ci permette di ricostruire il clima socio – culturale di Villacidro dal XVI sec. fino a oggi e rivela una committenza vivace e varia attenta agli esiti artistici sia sardi che extrainsulari. Sono presenti arredi liturgici che altri legati alla pietà popolare, particolarmente manufatti in argento e simulacri lignei.
Molto significativo anche il secchiello per l’acqua benedetta. Tra le statue lignee non si possono dimenticare i due Crocefissi (XV – XVI sec.); S. Antioco (XVII sec.); S. Giuseppe (XVII sec.); la Vergine del Rosario e S. Raffaele Arcangelo, entrambe del Lonis.
Visite guidate a cura della Scuola Media "Loru-Satta"

Oratorio delle Anime
Si affaccia sulla piazza S. Barbara e la sua edificazione risale agli anni 1724-1728, come risulta da documenti conservati nell’Archivio Storico Diocesano di Ales, per ospitare la Confraternita delle Anime. Negli Statuti della Confraternita, compaiono trascrizioni di documenti, risalenti alla fine del XVI e all’inizio del XVII secolo, che ne attestano l’affiliazione all’arciconfraternita romana della “Beata Maria del Suffragio” officiante a Roma nella chiesa di S. Maria in via Lata. Infatti, prima che la Confraternita disponesse di una propria sede indipendente, è verosimile che si riunisse nella cappella dedicata alle Anime Purganti nella chiesa di S. Barbara. Al centro dell’altare è inserito un dipinto ad olio su tela attribuito al pittore napoletano Domenico Tonelli, databile alla seconda metà del Settecento. L’altare presenta un raro tronetto o espositorio eucaristico, di legno. L’Oratorio ospita la statua lignea policroma del Cristo alla colonna di un ignoto scultore del XVIII secolo, affine alle opere di Giuseppe Antonio Lonis (1720-1805), e la statua lignea del Redentore del XVIII secolo. La facciata è caratterizzata da una semplice cornice curvilinea di gusto barocco.
Visite guidate a cura del Liceo classico-linguistico “E. Piga”

Casa Dessì
La, oggi sede della Fondazione dedicata allo scrittore Villacidrese, presenta una tipologia che trova riscontri comuni nel tessuto storico-architettonico villacidrese della metà 1800. Essa è composta da un palazzo signorile con corte interna distribuito su due livelli verso Via Roma, semplice nelle rifiniture, con elementi in ferro battuto in stile sul prospetto di Via Roma e sulla corte.
Essa si affaccia su una delle strade storiche più importanti di Villacidro, dove un tempo aveva sede il cuore delle attività economiche e sociali della cittadina. La casa molto probabilmente è stata acquistata intorno al 1830/40 da Antioco Loru, grande proprietario terriero e importante allevatore di bovini, nonché avvocato. La casa venne venduta alla fine del XIX secolo finendo tra le mani della famiglia Granieri, che poi la vendette a sua volta dopo la fine della Prima guerra mondiale al padre di Giuseppe Dessì, il Generale Francesco Dessì Fulgheri. L’acquisto della casa è avvenuto grazie ai fondi stanziati dalla Regione Sardegna con la L.R.35 del 09/06/89, con la quale è stato formalmente istituita la
Una volta acquisita la struttura venne sottoposta a diversi lavori di adeguamento e ristrutturazione tanto che la consegna al comune di Villacidro in veste definitiva è avvenuta nel 1995. Dal 1999 l’immobile è stato di fatto trasferito alla Fondazione Giuseppe Dessì. La Casa Dessì oggi è anche sede di una biblioteca d’autore, unica nel suo genere in Sardegna. Essa è costituita da oltre cinquemila volumi donati dagli eredi dello scrittore e comprende un centinaio di volumi piuttosto rari e antichi e numerosi manoscritti non ancora catalogati. La Fondazione ha inoltre acquisito una ottantina di opere pittoriche dello scrittore, alcune delle quali di pregevole fattura. Recentemente sono stati esposti al pubblico diversi oggetti appartenuti a Dessì, tra cui la sua scrivania con la macchina da scrivere, la sua collezione di pipe e di bastoni. Complessivamente la Fondazione dispone di un patrimonio librario di oltre ventimila volumi.
Visite guidate a cura della Scuola Secondaria di I grado “A. Loru e S. Satta”

Parco Culturale
Giuseppe Dessì: la via del romanzo
Percorsi nel centro storico... Dentro i romanzi del Dessì

Paese d’ombre…Norbio, San Silvano, Cuadu, Ordena, Villacidro: tanti luoghi per un unico luogo, centro dell’universo umano e narrativo di Giuseppe Dessì
“Osservavo con infinito amore la gente del mio paese di Parte d’Ispi, le loro abitudini, il loro modo di nutrirsi di tempo.” (G. Dessì, Sale e tempo, in Un pezzo di luna)
“Le mie radici sono a Villacidro, (…) alle falde delle montagne…Sono perciò un sardo dell’interno…
Io potrei aver girato il mondo come un mercante di Mille e una Notte, …ma Villacidro è la mia patria…A Villacidro ho trascorso gli anni più belli e più liberi della mia adolescenza.” (G. Dessì, Nostalgia di Cagliari, in Un pezzo di luna).
Passeggiare per le strade del centro storico di Villacidro ripercorrendo le pagine di Paese d’ombre, de Il disertore, di San Silvano, è un modo accattivante e singolare per scoprire gli angoli più suggestivi, percepirne il valore intrinseco, umano e letterario e ritrovare le atmosfere respirate nei romanzi.
La piazza Lavatoio, simbolo del romanzo e di Villacidro, ora come allora luogo di incontro e centro della cittadina, è un crocevia ideale per intraprendere numerosi e fantasiosi percorsi…
La via del romanzo conduce il visitatore alla scoperta dei luoghi più significativi descritti e raccontati dallo scrittore nelle sue numerose opere. Attraverso la citazione e la lettura di brani tratti dalle sue pagine più belle i luoghi riprendono vita poetica e acquisiscono nuovi valori e suggestioni.
Un breve viaggio sentimentale alla scoperta di un mondo ricco di fascino che filtrato dalla suggestione letteraria è capace di dare grande emozioni
Il percorso La via del Romanzo che prevede la visita ai luoghi più significativi della cittadina di Villacidro attraverso il filo conduttore delle opere del Dessì è ideato e gestito dal personale della G. Fulgheri Soc. Coop.