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Gioca con noi 2010 - piccolo campionato di giochi a squadre

tiro alla fune

Comune: Guspini -
Data inizio: Donnerstag, 1. Juli 2010
Data fine: Donnerstag, 1. Juli 2010

Giovedì 1 luglio 2010 si svolge a Guspini il terzo e ultimo appuntamento con il “Gioca con noi”, la manifestazione che coinvolge giovanissimi e adulti organizzata dal comitato festeggiamenti di Santa Maria e dai ragazzi della parrocchia San Domenico Savio. La sfida tra squadre è ricominciata l'anno scorso, dopo 10 anni di silenzio, con l'obiettivo di dare il benvenuto all'estate e inaugurare i festeggiamenti in onore della Santa patrona. Le gare si sono svolte nelle piazze del paese, il 18 e il 25 giugno oggi primo luglio, ultimo appuntamento sempre a partire dalle 21. Sono otto le squadre partecipanti, tra cui una composta da ragazzi sordomuti seguita da una ragazza, Manuela Medau, che comunicherà con loro attraverso il linguaggio dei segni. I giochi saranno una sorpresa per gli stessi partecipanti, che dovranno mettere a frutto le proprie abilità in prove divertenti e in certi casi impegnative. Il “Gioca con noi” è una vecchia tradizione nata per creare momenti di incontro e socializzazione tra i “bixiaus”, un modo di fare gruppo oggi tornato di moda. Lo conferma Enrico Porcu, presidente del comitato festeggiamenti di Santa Maria: «Abbiamo ripreso lo stile della manifestazione curata per tanti anni da Pro loco e oratorio e ispirata ai giochi senza frontiere, ma l'abbiamo in parte rivisitata per animare in un percorso itinerante le nostre piazze».
(Fonte: L'Unione Sarda del 7 giugno 2010 articolo di Stefania Pusceddu)


Guspini. Grande folla alla nuova edizione dell'iniziativa organizzata dai volontari
“Gioca con noi” resta senza parole
Una squadra di non udenti provenienti da tutta la Sardegna


Si sono classificati quinti, ma i non udenti hanno conquistato la simpatia del pubblico che a lungo li ha applauditi silenziosamente.
«Per far sentire tutto il calore di un applauso, basta sollevare in alto le mani muovendole da destra a sinistra». Lo spiega Valentina Medau, presentatrice del “Gioca con noi” di Guspini, quando annuncia la partecipazione all'iniziativa - sullo stile di “Giochi senza frontiere” - di un gruppo ragazzi sordi provenienti da tutta la provincia. La risposta non si è fatta attendere: il pubblico ha silenziosamente applaudito nella lingua dei segni gli spiritosi quindici giocatori della squadra chiamata “Sardinia”, alla prima avventura nella rassegna, che anche quest'anno ha registrato il pienone di pubblico.
UN SUCCESSO L'edizione che si è conclusa giovedì scorso sarà ricordata a lungo per l'esempio di solidarietà e amicizia tra giovani e per la dimostrazione che, attraverso lo sport e il gioco, si può superare qualunque ostacolo: anche quello della parola. La piena integrazione tra il gruppo composto da non udenti e le altre sette squadre c'è stata ed è il principale successo del gioco guspinese, organizzato per il secondo anno dal comitato di festeggiamenti di Santa Maria Assunta e da un gruppo di ragazzi dell'oratorio San Domenico Savio.
LINGUA DEI SEGNI Per facilitare il dialogo tra i gruppi è bastato qualche piccolo accorgimento. Il classico fischio d'inizio dei giochi e le spiegazioni delle prove, sono stati sostituiti dai gesti dell'interprete e compagna di squadra Manuela Medau. I partecipanti delle squadre Is Casermettas, Fortitudo, La Trombetta, Sardinia, Akkappottausu, Frutta e Verdura e Oratorio San Domenico Savio hanno ben presto imparato con gesti veloci ad augurare “in bocca al lupo” prima di ogni gara, ricambiati con un sorriso dai ragazzi del Sardinia. «Bastano piccole strategie di comunicazione per rendere i sordi partecipi dei giochi», sostiene Manuela Medau, «il comitato organizzatore ha fatto un bellissimo lavoro».
I PAESI I componenti della squadra Sardinia arrivano da Quartu, Cagliari, Serramanna, Villacidro, Oristano, Marrubiu, Terralba, Perdasdefogu, Sardara e Guspini. Nel gruppo c'è anche una coppia sposata. La maggior parte di loro pratica sport come calcio, basket e pallavolo. La bandiera “Sardinia” che li rappresenta è un collage di tutte le loro foto. «Ci conosciamo da tanto, le nostre famiglie si frequentano da anni», spiega il capitano Silvia Usai.
LE DISCIPLINE Nelle quattro serate di gare i non udenti hanno partecipato a prove diverse: di ballo, corsa, giochi d'acqua e tiro alla fune, per dimostrare ciascuno la propria abilità. «Non c'è uno più bravo degli altri, nella nostra squadra», sottolinea il capitano, «tutti hanno fatto del loro meglio per giocare bene. La prova più divertente è stata la corsa in coppia con uno spaghetto in bocca, che non si doveva rompere fino al traguardo». Tutti si guardano, ridono e con un cenno del capo annuiscono. Dando una lezione di grande sportività, aggiungono: «Siamo un gruppo molto affiatato. Non siamo venuti qui per vincere o perdere, ma per stare insieme e divertirci. Torneremo anche l'anno prossimo».
IL PIAZZAMENTO Anche se nella classifica finale conquistano la quinta posizione, si guadagnano un premio speciale: essere entrati nel cuore del pubblico, che al loro passaggio per i saluti finali ha regalato una standing ovation silenziosa ma accorata. Centinaia di mani al cielo, anche quelle dei concorrenti, divisi in gruppi ordinati, ognuno con un diverso colore. Le mani per qualche minuto si muovono per applaudire “visivamente”, i volti sorridenti e gli occhi lucidi tradiscono l'emozione per essere riusciti a comunicare nella lingua dei segni un messaggio universale: «Bravi ragazzi, da oggi amici».
(Fonte: L'Unione Sarda articolo del 5 luglio 2010 di Stefania Pusceddu)